Complicanze in Emodialisi

complicanze

L’emodialisi non è una procedura dolorosa, tuttavia potrebbero manifestarsi alcuni effetti collaterali. È sconsigliato dormire , poiché è importante riferire eventuali sensazioni soggettive riscontrate durante la seduta, è infatti necessario comunicare tempestivamente ogni sintomo che si avverte prima durante e dopo l’inizio della dialisi. Bisogna lasciare scoperto sia il sito della puntura della fistola che le linee sangue, in modo che siano sempre visibili agli infermieri i quali così possano agire tempestivamente in caso di perdite di sangue o dislocazioni accidentali degli aghi. Le principali complicanze della dialisi sono:

Ipotensione arteriosa è la complicanza più frequente dovuta prevalentemente ad eccessivi incrementi ponderali (liquidi assunti) nell’intervallo tra una dialisi per la conseguente difficile rimozione che richiede un elevata ultrafiltrazione (perdita peso). Si manifesta con, sbadigli, ansia, pallore nausea e vomito, sudorazione fino ai casi più gravi di perdita di coscienza. L’infermiere interverrà posizionando il paziente in Trendelenburg (gambe sollevate ) riducendo o fermando l’ultrafiltrazione, riducendo la temperatura del dializzato, controllando la conducibilità soprattutto quella del sodio, diminuendo la velocità della pompa sangue, controllando la pressione,e se persiste il malessere infondendo soluzione fisiologica o altri presidi.
Crampi muscolari è un’altra complicanza molto frequente, localizzata prevalentemente agli arti inferiori con dolore muscolare, può essere dovuta ad un eccesiva perdita di peso, o perdita troppo rapida. E’ necessario informare il paziente che un eccessiva ingestione di liquido può influenzare la qualità della dialisi. Per alleviare il dolore il paziente può con l’aiuto dell’infermiere praticare stretching nella zona muscolare interessata, contraendo i muscoli antagonistici). Può essere necessario l’infusione di soluzione fisiologica e riduzione dell’ultrafiltrazione, controllo della conducibilità con aumento di sodio nel liquido del dializzato. Il paziente spesso insiste nel sostenere che i crampi sono dovuti ad un troppo basso peso forma ma la rapida sottrazione di acqua dalle cellule muscolari produce lo stesso effetto.
Cefalea complicanza abbastanza diffusa , può essere legata ad ipotensione o a sindrome di squilibrio, se l’insorgenza non è legata ad altre complicanze si interverrà per alleviare la sintomatologia. Se si manifesta nella seconda metà della dialisi può essere dovuto ad alcalosi metabolica indotta dalla dialisi. Occorre che l’infermiere professionale controlli l’emogasanalisi e il Medico può correggere i livelli di bicarbonato nel dialisato.
Disturbi del ritmo sono dovuti alla variazione della concentrazione ematica degli elettroliti, e anche dall’intossicazione di alcuni farmaci che si accumulano e non sono eliminati dalla dialisi. Possono essere dovuti principalmente ad alterazioni nella concentrazione di Potassio un elettrolita, presente sia nel sangue che nel dializzato, può essere necessario interrompere la dialisi , agire sulla concentrazione del Potassio nel liquido di dialisi o agire farmacologicamente. E’ previsto in ogni nostro centro un frequente controllo della potassiemia pre dialitica e il conseguente adattamento della sua concentrazione nel bagno dialisi. Generalmente la troppo rapida discesa del potassio quando il paziente arriva già iperkaliemico è causa di tachiaritmie. Esistono metodiche che “ ammorbidiscono” questo problema con un calo più personalizzato del potassio.
Ipertensione arteriosa dovuta alla secrezione di renina-angiotensina anche da reni molto piccoli e grinzi in risposta alla sottrazione dei liquidi (effetto paradosso). Una volta era dovuta ad eccessive concentrazioni di calcio e magnesio nel dialisato (sindrome dell’acqua dura): con le nuove apparecchiature questo fenomeno non può più avvenire. Importante verifica della correttezza del peso secco del paziente spesso l’ipertensione e dovuta ad un eccesso di liquidi che non vengono eliminati durante la seduta dialitica. Può osservarsi dopo lo stacco del paziente dal monitor a causa della risposta alla re infusione del sangue , e necessita spesso di terapia farmacologica.
L’emorragia può avvenire a casa o in dialisi, il paziente deve essere educato alla comunicazione di questo evento all’infermiere che può agire con estrema rapidità e precisione, riducendo o bloccando il flusso di eparina nel monitor. Le cause sono molteplici vista la predisposizione dei pazienti uremici a sanguinare e per l’uso di numerosi anticoagulanti.
Nausea e vomito bisogna stabilire sé era già presente da prima o consecutivi alla dialisi, spesso sono sintomi che accompagnano una sindrome ipotensiva, o ipertensiva o una reazione alla somministrazione dei farmaci.
In tutte queste situazione l’intervento risolutivo è posto dall’infermiere il quale ha un ruolo di centralità nella conduzione della seduta dialitica, in base a protocolli e linee guide di azione presenti in ogni centro. Queste sono le complicanze più frequenti.

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Altre complicanze  più rare sono:

Embolia gassosa.
Il monitor è fornito di un ottimo sistema di sicurezza per la rilevazione d’aria (a infrarossi), quindi spesso è dovuta a disattenzione da parte dell’infermiere. La fase più rischiosa e delicata, è durante il distacco , cioè nella restituzione del sangue a fine trattamento. Per evitare ingresso di bolle e micro bolle è obbligatorio provvedere alla restituzione con la sola soluzione fisiologica.
Rottura del filtro dializzatore.
Durante la dialisi può accadere che la membrana semipermeabile dei capillari possa andare incontro a piccole fissurazioni, con conseguente passaggio di sangue nel bagno dialisi. Il monitor rileva con un sensore a infrarossi la variazione di torpidità del dialisato in uscita, attivando l’allarme. E’ fortemente consigliabile effettuare è la sostituzione del filtro.
Sindrome da disequilibrio.
Si verifica principalmente nei pazienti che affrontano le prime sedute emodialitiche specie nei pazienti con grave insufficienza renale acuta , quando la concentrazione nel plasma dell’urea è molto alta. Si crea un dislivello di pressioni osmotiche tra liquido intracerebrale molto povero di urea e l’acqua plasmatica che presenta alti livelli di urea: ciò favorisce, tramite la barriera emato-encefalica, un passaggio di liquidi nel cervello ed edema cerebrale.
Si presenta con progressiva nausea irrequietezza,disorientamento,visione offuscata,tremori e nei casi più gravi poteva portare a coma e crisi epilettiche . La sindrome è prevenibile effettuando una depurazione lenta, utilizzando bagni dialisi ad medio-alte concentrazioni di sodio ed infondendo periodicamente boli di soluzioni iperosmotiche come il mannitolo .

 Infermiere Marco  Leoni

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