Storia della Dialisi

La prima volta che si uso il termine Dialisi fu nel 1854 quando Thomas Graham un chimico scozzese , usa il termine nell’ambito dei suoi studi sulla diffusione di vari soluti attraverso una membrana sempermeabile, all’epoca la vescica di un bue! La membrana semipermeabile agisce come un settaccio, trattenendo le molecole più pesanti e lasciando passare quelle più leggere.

Nel 1913 il Dott. Jhon Abel di Baltimora sperimento la dialisi in campo biomedico, descrisse come il sangue di un animale vivo poteva essere sottoposto alla dialisi tramite circuito extracorporeo senza esposizione all’aria, infezioni o altre alterazioni che potessero comprometterne la vita.

Nel 1924 il tedesco Hass sperimento l’emodialisi in pazienti uremici acuti. Con tante problematiche , in particolare la biocompatibilità del materiale della membrana semipermeabile ( la necessita di usare materiali   resistenti ed efficaci), la coagulazione del sangue nel circuito, e un accesso vascolare idoneo da qui prelevare il sangue da “lavare”.

Ebbero una grossa rilevanza la scoperta dell’eparina come anticoagulante e la scoperta da parte di Wihealm Thaldheimer del Cellophan come materiale per costruire la membrana semi impermeabile.

Nel 1943 Willem J.Kolff riprese le sperimentazioni e dopo 2 anni sopravisse ad un uremia acuta una donna di 67 anni . Questi primi trattamenti erano però mal tollerati e con grossi rischi quindi venivano limitati a pazienti con insufficienza renale acuta.

Nel 1960 a Seattle furono intrapresi i primi esperimenti per trattamenti su pazienti con insufficienza renale cronica.

Grazie all’ideazione e creazione di un accesso vascolare adeguato ( la Fistola Artero Venosa Di Cimino-Brescia nel 1965) e anche allo sviluppo di nuove membrane e filtri dializzanti inizio a crescere sempre di più l’utilizzo di questa terapia e soprattutto ad aumentare la sopravivenza dei pazienti trattati. Prima i filtri e apparecchiature erano molto ingombranti, poco sicuri e poco efficaci. Ora si utilizzano numerosi prodotti sintetici, più efficaci e biocompatibili. Anche le macchine di dialisi sono molto meno ingombranti e più sicure in modo da ridurre al minimo l’errore umano.

Qui di seguito delle immagini dei primi reni artificiali e delle prime dialisi.

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