L’impianto di trattamento dell’acqua

centrale

Un sistema di trattamento dell’acqua destinata alla dialisi è composto da diversi componenti principali che sono:

  1. Sistema di Pretrattamento e trattamento

Ha la funzione è adattare le caratteristiche chimiche , fisiche e biologiche dell’acqua grezza alle esigenze della membrana osmotica dei dissalatori.

È composta da diverse fasi:

  1. Clorazione con immissione di ipoclorito di sodio per disinfettare e ossidare l’acqua greggia. Sé l’impianto è in funzione avviene in maniera continua e automatica, con l’impiego di pompe dosatrici.

  2. Filtrazione o prefiltrazione ha lo scopo di eliminare le impurità fisiche presenti nell’acqua di rete, sedimenti di Sali di ferro o manganese,e altre sostanze di natura organica e inorganica. Per fare ciò si impiegano filtri di 20-25 μm su cartucce intercambiabili.

  3. Addolcimento è un processo chimico e fisico che avviene tramite il passaggio su resine scambiatrici di ioni, riducendo la durezza dell’acqua ed eliminando ioni calcio e magnesio sostituendoli con ioni sodio.Gli ioni calcio e magnesio, poi saranno eliminati dalle resine tramite la rigenerazione (lavaggio controcorrente delle stesse resine) con una soluzione satura di cloruro di sodio, che avviene periodicamente e automaticamente, permettendo il riutilizzo delle resine.

  1. Declorazione avviene attraverso il passaggio dell’acqua in due filtri a carbone attivo posti in serie che rimuovono il cloro residuo e i cloro composti presenti e dannosi. Grazie all’azione adsorbente del carbone attivo questi elementi vengono completamente rimossi, insieme ad altre sostanze organiche presenti e tossiche che sono adsorbite in maniera notevole. Il carbone attivo va sostituito di regola ogni anno.

  2. Microfiltrazione, ha lo scopo di proteggere le pompe e le membrane osmotiche dei dissalatori da corpuscoli e frammenti di dimensioni maggiori a 5 μm tutto ciò avviene con l’impiego di filtri a cartuccia intercambiabile.

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2.Osmosi o meglio biosmosi

Durante questa fase i microorganismi, le endotossine e le altre particelle microbiche presenti nell’acqua pretrattata vengono eliminate. E’ un procedimento economico ed ecologico di depurazione dell’acqua, che produce cioè un acqua completamente priva di germi e tossine; quindi praticamente sterile o apirogena priva di qualsiasi inquinante. Grazie all’applicazione di elevate pressioni idrostatiche si sforza l’acqua a passare attraverso membrane semipermeabili, con pori molto fini.

L’acqua scorre parallela alla membrana e l’elevata pressione transmembrana applicata né determina la filtrazione di una parte, il permeato, che forma il 50% del flusso di alimentazione dell’osmosi. L’acqua non filtrata è rinviata all’osmosi e riciclata in modo da ridurne il consumo. Le membrane usate per l’osmosi sono ormai tutte composte da poliamide con spessore compreso tra 0,1 e 0,25 m.

Ogni impianto è dotato di 2 moduli, ogni uno capace di produrre in modo autonomo una quantità di acqua sufficiente a fornire tutte le postazioni dell’impianto. L’utilizzo in serie oltre a migliorare la qualità dell’acqua, garantisce la sicurezza di esercizio negli impianti, cioè nel caso uno di questi moduli smettesse di funzionare, l’impianto continua a produrre acqua in maniera sufficiente grazie all’altro modulo.

L ‘acqua biosmotizzata ha una composizione chimico fisica e batteriologica ottimale. I nostri sistemi di osmosi, dispongono di sensori che misurano la concentrazione dei soluti dell’acqua depurata in termini di conducibilità, in modo di avere sotto controllo continuo la qualità chimica dell’acqua prodotta. Il processo di osmosi inversa determina l’abbattimento totale della contaminazione microbica

3. Distribuzione

Consente l’approvvigionamento dell’acqua trattata alle varie postazioni dialitiche. Il sistema di distribuzione nelle varie postazioni di dialisi deve avere alcune caratteristiche. Il circuito deve essere realizzato in modo da prevenire il più possibile la crescita microbica e la formazione del bio film quindi è necessaria :

  • una configurazione ad anello di distribuzione chiuso senza cioè ramificazioni con punti di stagnazione che favorirebbero la crescita batterica senza saldature o scalini che producano turbolenza e spazi morti ove possono annidarsi i biofilms,

  • un tragitto il più breve possibile che eviti brusche curvature,

  • l’utilizzo di materiali inerti che non rilascino composti chimici, come alluminio ,piombo, o zinco, (tossiche ) che siano materiali rugosi e a sezioni che mantengono un elevata velocità di scorrimento con moto turbolento acciaio inox di alta qualità , PVDF,PEX. Il PVC dovrebbe essere totalmente bandito dai centri dialisi sia per le caratteristiche di rugosità interna sia per le sue ben note proprietà cancerogene.

4 .Il quadro di controllo

I principali parametri e di gestione automatizzata dell’impianto di distribuzione sono controllabili elettronicamente. Il quadro elettronico dovrebbe provvedere al monitoraggio della qualità dell’acqua, mediante la misurazione continua della conducibilità. La conducibilità indica la durezza chimica dell’acqua trattata ed è il principale indicatore del funzionamento dell’impianto di bi-osmosi. La misura della conducibilità ed i principali segnali d’allarme visivi e sonori dell’impianto dovrebbero essere ripetuti in sala dialisi, in modo da essere sempre in vista all’occhio vigile dell’infermiere. Il quadro di controllo regola i tempi di lavaggio resine, clorazione/declorazione, cicli di disinfezione termica durante la notte.

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